Odg per la seduta n. 23 della commissione Difesa
SENATO DELLA REPUBBLICA
-------------------- XVIII LEGISLATURA --------------------



4ª Commissione permanente
(DIFESA)


23ª seduta: mercoledì 10 aprile 2019, ore 10


ORDINE DEL GIORNO


PROCEDURE INFORMATIVE

Interrogazioni
Svolte

IN SEDE REFERENTE

Esame del disegno di legge:
Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare - Relatrice alla Commissione TESEI
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a e della 14a Commissione)
(1152)
Esame e rinvio

IN SEDE CONSULTIVA

Esame dei disegni di legge:
1. Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Nuova Zelanda, dall’altra, fatto a Bruxelles il 5 ottobre 2016 - Relatore alla Commissione MININNO
(Parere alla 3ª Commissione)
(1111)
Esame. Parere favorevole
2. Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra, fatto a Monaco il 18 febbraio 2017 - Relatore alla Commissione MININNO
(Parere alla 3ª Commissione)
(1141)
Esame. Parere favorevole

INTERROGAZIONI ALL'ORDINE DEL GIORNO


MININNOROMANODONNOBUCCARELLACASTIELLOLUCIDIMORRAORTISTURCO, L'ABBATE - Al Ministro della difesa. -

Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

il 61° stormo di Galatina (Lecce) è una scuola di volo dell'Aeronautica militare italiana, che dal 1946, anno della sua costituzione, ha rilasciato il brevetto a più di 8.000 piloti militari, di cui oltre 400 provenienti da forze aeree estere. Negli anni ha maturato capacità nel settore dell'addestramento al volo avanzato, che al momento non è facile trovare altrove;

grazie a questo bagaglio di esperienza e tradizioni acquisite nel tempo e grazie all'impiego di sistemi tecnologici unici al mondo e tutti di produzione italiana, l'aeroporto salentino è diventato un punto di riferimento nel settore addestrativo, anche in ambito internazionale. Oggi la base ospita allievi e istruttori di ben 8 Paesi esteri, tra cui Spagna, Francia e Stati Uniti, e tanti altri sono i Paesi stranieri, che guardano a Galatina per soddisfare la propria domanda formativa;

tale eccellenza si riflette, naturalmente, sul territorio circostante e sulla comunità, con indubbi ritorni positivi in termini di sviluppo economico. Non è infine trascurabile il fatto che la maggioranza del personale militare e civile in servizio in aeroporto, e relative famiglie, sia parte numericamente importante della comunità salentina;

in data 17 luglio 2018, l'amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, e il capo di Stato Maggiore pro tempore dell'Aeronautica militare, generale Enzo Vecciarelli, hanno firmato all'International Airshow di Londra un accordo di cooperazione per il potenziamento della capacità e dell'offerta formativa già disponibile presso il 61° stormo e la creazione di una nuova realtà che opererà nel settore dell'addestramento di piloti militari, la "International Flight Training School";

a partire dal 2021, tutta la fase avanzata del sillabo addestrativo dell'Aeronautica militare, propedeutica alla linea aerotattica dei caccia di ultima generazione, convergerà presso una struttura appositamente dedicata, che sembra essere stata individuata, su proposta avanzata dal Ministro in indirizzo, nell'aeroporto militare di Decimomannu (Cagliari), base aerea in forte crisi dopo la partenza delle forze aeree tedesche;

si parla di un investimento iniziale di oltre 40 milioni di euro per l'adeguamento delle infrastrutture, con un indotto occupazionale che supererebbe i 200 addetti civili,

si chiede di sapere:

quale sarà nel prossimo futuro l'impatto che i descritti cambiamenti avranno sull'aeroporto militare di Galatina e se siano previste ipotesi di depotenziamento per lo stesso;

quali siano i motivi per cui non è possibile effettuare i predetti investimenti nella realtà salentina, piuttosto che in quella sarda.


(3-00613)


GARAVINI - Al Ministro della difesa. -

Premesso che:

dal 2008 è stata varata l'operazione "Strade sicure" che prevede l'impiego di un contingente delle forze armate nella vigilanza ai siti sensibili e in servizi di perlustrazione e pattuglia in concorso con le forze di polizia, secondo un piano di utilizzo adottato dal Ministro dell'interno di concerto con il Ministro della difesa;

dall'inizio dell'operazione, tale contingente ha contribuito alla prevenzione di episodi di criminalità, garantendo la sicurezza della popolazione con circa 15.500 arresti, l'identificazione e controllo di quasi 3.300.000 individui, 1.200 armi e circa 2.300 chili di sostanze stupefacenti sequestrati e 13.000 veicoli controllati;

nel corso degli anni, a fronte degli importanti risultati raggiunti, l'impiego dei militari nell'operazione è stato progressivamente incrementato, arrivando oggi a circa 7.200 unità;

a fronte di un indubbio successo dell'operazione, non solo in termini di ordine pubblico, ma anche in ambito di sicurezza internazionale (basti pensare che l'Italia è sostanzialmente l'unico tra i principali paesi europei a non essere stato oggetto di attentati terroristici), si rilevano però alcune criticità con riferimento alle condizioni logistiche e retributive del personale dell'Esercito italiano impegnato nell'operazione;

i turni di servizio, inizialmente di 120 giorni, sono oggi di 180 giorni, con evidenti ripercussioni per quanto riguarda il recupero delle energie psicofisiche e la fruizione di adeguati turni di riposo;

il trattamento economico dei militari impiegati in "Strade sicure" prevede, in base alla dislocazione sul territorio nazionale (se in o fuori sede), un'indennità lorda pari a 13 euro o a 26 euro e il pagamento di sole 14,5 ore a titolo di straordinario a fronte di un totale di ore di straordinario molto superiore;

le indennità retributive previste per la partecipazione all'operazione vengono corrisposte con un inaccettabile ritardo;

con il "decreto sicurezza" (decreto-legge n. 113 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 132 del 2018) sono state stanziate risorse per i compensi per le prestazioni di lavoro straordinario svolte solo dagli appartenenti alla Polizia di Stato, escludendo il personale delle forze armate;

lo sforzo profuso dai militari dell'Esercito italiano nell'operazione dal suo avvio ad oggi e gli importanti risultati acquisiti meritano il rispetto di corrette condizioni di lavoro,

si chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda affrontare la problematica descritta in premessa.


(3-00684)